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Gli Spiriti di Cabo Blanco

In occasione dei 50 anni dalla morte di Nicolás Wessberg, Foreste per Sempre OdV, grazie all’impegno del nostro socio fondatore Prof. Dario Sonetti, propone ai propri amici e sostenitori la traduzione italiana del libro “Gli Spiriti di Cabo Blanco”, splendida opera dell’autrice spagnola Lola Pereira Varela.

Si tratta di un libro intenso e coinvolgente, che intreccia storia, passione e impegno civile. Attraverso una narrazione documentata e avvincente, l’autrice accompagna il lettore alle origini del movimento di conservazione in Costa Rica, raccontando la straordinaria vicenda di Nicolás Wessberg e Karen Mogensen, pionieri della tutela ambientale e figure fondamentali nella nascita della prima riserva naturale del Paese.

Traduzione italiana a cura del Prof. Dario Sonetti – Foreste per Sempre OdV

Anche questa iniziativa sarà completamente a sostegno del progetto Riserva Karen Mogensen in Costa Rica e alla Stazione Biologica Meteo-Climatica “Italia-Costa Rica” che ha sede nella Riserva stessa, come descritto nel relativo progetto

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Al centro del racconto si trovano Nicolás Wessberg, ambientalista svedese, e Karen Mogensen, danese: una coppia straordinaria il cui amore nacque negli anni complessi della Guerra Fredda e li condusse, nel 1955, fino alla penisola di Nicoya.

Fu a Montezuma che i due visionari iniziarono un percorso fatto di sacrifici e coraggio, culminato – dopo vent’anni di lotta in difesa delle foreste e della fauna – nella fondazione della prima Riserva Naturale Assoluta del Costa Rica: Cabo Blanco. Un luogo che oggi rappresenta un simbolo internazionale di conservazione e che è profondamente legato anche alle attività di Foreste per Sempre OdV, impegnata nella vicina Riserva Karen Mogensen.

Il libro non è soltanto la storia di una conquista ecologica, ma anche il racconto doloroso del prezzo pagato. Nicolás Wessberg fu assassinato il 23 luglio 1975 mentre si trovava nell’odierno Parco Nazionale Corcovado, diventando così il primo martire ambientalista del Costa Rica. Dopo la sua morte, Karen dovette affrontare l’indifferenza delle autorità e l’ostilità di chi vedeva nella natura solo una risorsa da sfruttare, continuando quasi da sola a proteggere ciò che avevano costruito insieme.

La nuova traduzione italiana del Prof. Dario Sonetti rende finalmente accessibile al nostro pubblico una testimonianza preziosa, capace di unire memoria storica, impegno per l’ambiente e una straordinaria lezione di umanità.

Un testo imperdibile per chi ama le foreste, la storia dell’ambientalismo e i racconti che sanno ispirare.

Con una donazione puoi avere questo libro sostenendo la diffusione di una storia fondamentale per la conservazione in Costa Rica e contribuire direttamente ai progetti di Foreste per Sempre OdV, che portano avanti – nello stesso territorio – la visione di Karen e Nicolás.

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📖 Prologo

Nils Olof Wessberg fu assassinato il 23 luglio 1975 mentre stava facendo un inventario delle specie presenti nella foresta pluviale del Corcovado, nella penisola di Osa, diventando il primo martire della lotta conservazionista in questo Paese. Attraverso il loro lavoro e il loro sacrificio, Doña Karen e Don Nicolás, come i locali li chiamavano, sono diventati “Gli Spiriti di Cabo Blanco” che proteggono la foresta e tutta la sua vita per l’eternità.

Lola Pereira Varela racconta la storia in forma di diario scritto da Karen. Il tenero sentimento per gli animali selvatici, così come la descrizione piena d’affetto per gli alberi della foresta e per l’oceano, si possono ritrovare in tutta la storia. La vita rurale dei costaricani dagli anni ’50 agli anni ’90 è raccontata in modo impressivo in tutta la sua gioia, ma anche nelle sue difficoltà e incertezze, il tutto arricchito dalle riflessioni profonde di Karen. Questo libro vuole conservare la memoria e la dedizione dei fondatori della prima area protetta della Costa Rica. La loro influenza sul movimento per la conservazione non ha avuto precedenti ed è difficile ipotizzare cosa sarebbe successo alle aree naturali senza il loro primo eroico intervento per fermare la distruzione della foresta e di tutta la vita che ospita. Oggi un terzo del Paese è protetto e Costa Rica è conosciuta in tutto il mondo per la bellezza e ricchezza della sua Natura che si viene a visitare con la parola qui inventata di ecoturismo.

📝 Nota del Traduttore

Questo libro arriva al pubblico italiano per un impegno personale del sottoscritto nei confronti di Karen Mogensen, e dell’Autrice Lola Pereira Varela.

Pur frequentando la Costa Rica già dagli anni ‘90, non ho fatto in tempo a conoscere Karen personalmente, però con la mia Associazione Gev Modena Foreste per Sempre, ho partecipato all’allargamento dell’area della Riserva a lei dedicata attraverso importanti donazioni raccolte in Italia e devolute all’associazione ambientalista locale Asepaleco che l’ha creata, per comprare nuovi pezzi di foresta da rigenerare.

Ho conosciuto Lola, l’Autrice, più tardi mentre stava scrivendo questo libro e ho potuto leggerne delle parti mentre lo stesso era ancora in corso d’opera. È stato impossibile non innamorarmi di questo lavoro letterario e dell’Autrice stessa. Conoscendo bene il contesto, i luoghi di cui si narra e molti dei personaggi di questa storia, ritengo che Lola abbia compiuto un miracolo: far rivivere in queste pagine la vicenda unica ed avventurosa di una coppia di giovani che, dall’Europa del dopoguerra, decisero di venire qui e realizzare un sogno che precorreva un futuro ideale: la possibilità di vivere in maniera semplice, totalmente immersi nella natura, in pieno rispetto di tutte le forme di vita presenti, potendo entrare con esse in profonda comunicazione. Questa visione utopistica Lola l’ha colta ed è riuscita a infonderla in maniera sublime nel libro sia negli aspetti più felici sia in quelli più tragici che in parte interruppero tale esperienza.

Infine ho mantenuto un impegno nei miei confronti, avendo vissuto nel corso di più di trent’anni in questo Paese della Pura Vida, unico per molte cose positive e anche per le sue contraddizioni che lo hanno reso in ogni caso a me caro. Sono ora molti gli italiani che vengono in vacanza a visitare la Costa Rica per le sue bellezze naturali e alcuni si fermano con l’intenzione di viverci. Però sono due cose molto diverse e mi viene da dire, in quest’ultimo caso, che Costa Rica non è per tutti.

Io vi sono arrivato da ricercatore biologo e vi sono tornato con l’impegno concreto di partecipare alla conservazione della sua incredibile biodiversità condividendo con decine di volontari e studenti che ho portato qui, la gioia di scoprire la massima bellezza della vita come si esprime in tutte le sue forme e dimensioni, da un minuscolo splendido fiore sino al sorriso di un bambino o allo sguardo sereno di un vecchio centenario. Sono per me le cose che hanno contato di più ed anche per ciò che probabilmente trascorrerò in questo Paese gli anni che mi restano, mettendo a frutto quello che Costa Rica mi ha insegnato. Penso che ne varrà la pena.

Credo che chi inizierà a leggere questa narrazione ne resterà subito affascinato e continuerà a leggerla come se fosse un thriller. Dedico il mio lungo e a volte difficile lavoro di traduzione di questo libro in cui ho cercato di mantenere non solo il valore letterale ma soprattutto le emozioni che è stato capace di darmi e che ho cercato di trasmettere, in primo luogo ai lettori più giovani che potranno trovarne ispirazione e conferma dei loro aneliti più veri e profondi. Buona lettura e Pura Vida!

Dario Sonetti

Costa Rica, novembre 2025

🖋️ Recensioni
— Luca Lombroso

La Costa Rica che oggi il mondo ammira per i suoi parchi nazionali, la straordinaria biodiversità e il modello di ecoturismo non è nata per caso. Dietro questo successo vi sono persone che, in tempi in cui la tutela della natura era tutt’altro che una priorità, hanno saputo vedere più lontano degli altri, difendendo foreste, animali e paesaggi destinati altrimenti a scomparire.

Per questo motivo desidero segnalare e recensire la lettura di Gli Spiriti di Cabo Blanco di Lola Pereira Varela, recentemente pubblicato in italiano nella traduzione del Prof. Dario Sonetti. Più che una semplice biografia o un racconto storico, il libro offre l’opportunità di comprendere le radici culturali e umane del movimento conservazionista costaricano attraverso la storia di Karen Mogensen e Nicolás Wessberg, figure oggi considerate fra i pionieri della conservazione della natura nel Paese.

Non intendo raccontarne troppo il contenuto, perché credo che sia uno di quei libri che meritano di essere scoperti direttamente dal lettore. Posso però dire che l’ho trovato scritto molto bene, con uno stile scorrevole e coinvolgente che rende la lettura piacevole e accessibile. Anche la traduzione italiana è particolarmente curata e riesce a trasmettere efficacemente le emozioni, i paesaggi e l’atmosfera della vicenda.

Conoscevo già parte della storia di Karen e Nicolás, ma leggendo queste pagine mi sono reso conto di come molti dettagli, spesso tramandati negli anni attraverso racconti e testimonianze orali, siano più complessi e talvolta diversi da come vengono comunemente ricordati. È una storia d’amore tra due persone, ma è anche una storia d’amore verso la natura, la foresta e gli animali selvatici.

Uno degli aspetti che più mi ha colpito è il modo in cui il libro racconta le difficoltà incontrate da chi cerca di sensibilizzare sull’ambiente e di promuovere il cambiamento. Oggi siamo abituati a parlare di biodiversità, aree protette e conservazione, ma negli anni Cinquanta e Sessanta queste idee apparivano spesso incomprensibili, quando non addirittura osteggiate. Il racconto mostra quanto sia difficile cambiare mentalità e coinvolgere le persone, ma allo stesso tempo dimostra come la determinazione, la coerenza e la forza delle convinzioni possano davvero cambiare il corso degli eventi.

Dobbiamo molto a Karen Mogensen e Nicolás Wessberg. Sono nomi che al di fuori della Costa Rica e degli ambienti ambientalisti risultano poco conosciuti, eppure la loro eredità è enorme. Hanno contribuito a gettare semi che continuano ancora oggi a germogliare nella conservazione della natura, nell’educazione ambientale e nella stessa immagine internazionale della Costa Rica come Paese attento alla tutela del proprio patrimonio naturale.

Per me la lettura è stata particolarmente coinvolgente anche per un motivo personale. Le pagine del libro parlano di luoghi che frequento da anni e di persone che ho avuto occasione di conoscere. Leggendo, mi sembrava quasi di percorrere nuovamente i sentieri verso Playa Grande, Cocalito e Colorada o di passeggiare nella Montezuma di molti decenni fa, osservandola attraverso gli occhi dei protagonisti e confrontandola con quella che conosco oggi.

Fra le tante cose che il lettore scoprirà vi è anche la storia della nascita delle aree protette che ancora oggi caratterizzano questa parte della penisola di Nicoya. Viene raccontata infatti la storia della nascita della fondazione della prima Riserva Naturale Assoluta del Costa Rica: Cabo Blanco, dove all’ingresso trovare un piccolo monumento che ricorda Karen e Nicolas.

Chi percorre il sentiero costiero fra Montezuma e Playa Grande incontra la Reserva Natural Absoluta Nicolás Wessberg; chi visita l’interno della penisola può raggiungere la Riserva Karen Mogensen, che oggi ospita anche la Stazione Biologica e Meteoclimatica “Italia-Costa Rica”. Dietro questi nomi non vi sono soltanto due aree protette, ma una vicenda umana straordinaria che ha contribuito a plasmare la storia della conservazione ambientale costaricana.

Ci sarebbero molte altre cose da raccontare su questo libro e sui suoi protagonisti, ma credo che la scelta migliore sia lasciare spazio alla curiosità. Alcune storie meritano di essere scoperte pagina dopo pagina.

I miei complimenti vanno a Lola Pereira Varela per aver saputo trasformare una vicenda storica in una narrazione intensa e coinvolgente, e a Dario Sonetti per l’accurato lavoro di traduzione che ha permesso anche ai lettori italiani di avvicinarsi a questa importante pagina della storia della Costa Rica.

A cinquant’anni dalla morte di Nicolás Wessberg, Gli Spiriti di Cabo Blanco rappresenta non solo una piacevole lettura, ma anche un prezioso contributo alla memoria di due persone che hanno lasciato un segno profondo nella conservazione della natura e nella costruzione della Costa Rica che oggi conosciamo.

— Andrea Bizzocchi

I fili invisibili della foresta del Costa Rica: perché “Gli spiriti di Cabo Blanco” è anche la mia storia

Ci sono libri che non servono a passare il tempo, ma a ricordarti perché sei al mondo. Per me, “Gli spiriti di Cabo Blanco” (scritto da Lola Pereira Varela e pubblicato in Italia dall’associazione Foreste per Sempre) è esattamente questo: un cerchio perfetto che si chiude, un pezzo della mia vita che torna a battere forte.

Il mio legame con il Costa Rica inizia nel 2000, un Paese che mi è entrato dentro al punto che decidemmo di far nascere in questo paese le nostre figlie. Nel 2004 questo legame diventa radice. Quell’anno mia sorella, come dono di nascita per la mia prima figlia, fece una donazione all’associazione Foreste per Sempre per comprare un pezzetto della foresta Karen Mogensen. L’anno dopo sono andato sul posto a toccare con mano quella terra. Ho conosciuto Arnulfo, il guardaparco, la sua famiglia e soprattutto Natalia, la figlia più piccola di Arnulfo, perdutamente innamorata della foresta.

Quella storia mi rimase sottopelle, tanto che nel 2010 la raccontai nel mio libro, “PURA VIDA”. Poco tempo dopo la pubblicazione, la Vita fece una delle sue magie: mi contattò il professor Dario Sonetti (che citavo nel mio libro), oggi vicepresidente dell’associazione e rappresentante per l’America Latina. Un uomo straordinario, anima delle Guardie Ecologiche Volontarie di Modena e dell’associazione Foreste per Sempre, che con il suo impegno ha dato un contributo immenso per proteggere quella riserva e molte altre aree verdi nel mondo.

‘Gli Spiriti di Cabo Blanco’ racconta la radice biologica e umana di tutto questo. Parla di Karen Mogensen e Olof Wessberg, arrivati dal Nord Europa negli anni ’50. E qui si accende un altro legame per me incredibile: da anni promuovo l’alimentazione crudista, e loro sbarcarono in Costa Rica proprio spinti dal desiderio di vivere in totale armonia con la natura, seguendo uno stile di vita fruttariano-crudista. Pensateci: per ragionare e vivere così nella Svezia degli anni ’50 bisognava essere pionieri assoluti, visionari totali.

Quando tutti abbattevano alberi per farne pascoli, loro compravano terra per salvarla. Grazie all’incredibile sforzo di Karen Mogensen e Olof Wessberg, nel 1963 nacque la Riserva Naturale Assoluta di Cabo Blanco, la primissima area protetta del Paese. Fu proprio il successo e il sacrificio dietro la nascita di Cabo Blanco a spingere il governo costaricano a istituire formalmente, poco tempo dopo, la straordinaria rete di parchi nazionali che oggi tutto il mondo ammira.

Olof pagò questo sogno con la vita, ucciso nel 1975 da chi vedeva la giungla solo come un ostacolo da abbattere. Una tragedia immensa, che però dimostra una verità assoluta: la forza e il coraggio di una sola persona (due in questo caso) può cambiare la storia. Se oggi il Costa Rica è il Paese numero uno al mondo per la conservazione ambientale, lo si deve al seme piantato da loro.

“Gli spiriti di Cabo Blanco” non è una lettura astratta. È una storia di carne, terra, amore, alimentazione naturale e resistenza. Ti ricorda che quando proteggi un albero non stai salvando un’entità generica, ma il futuro dei tuoi stessi figli. Di fili invisibili e coincidenze, in questa storia, ce ne sono davvero tantissimi. Prendetelo, leggetelo e regalatelo. Fa bene all’anima.

— Novella Sammarco

Si, devo dire che il vostro libro mi ha preso più il cuore che la mente. Concetti come conservazione, ecoturismo ecc oggi sono troppo rimasticati, inflazionati , comunque tick linguistici poco attuati, invece i sentimenti di Karen e Olof nei confronti della natura, degli animali sono unici, anche difficili da descrivere, ma voi lo avete fatto con sapienza e amore e mi sono arrivati dritti al cuore . Credo appartengano anche a te quando stai nella tua casa dentro la foresta e per questo li hai saputi tradurre al meglio.

— Nadia Aratri

Cari Olof e Karen,
è la prima sera che mi addormento senza leggervi perché ho terminato il libro che ho letto con lentezza per farlo durare il più a lungo possibile.
Quello che mi avete lasciato è un diario di vita che onora la vita.
Avete toccato con la vostra tenacia pacifista il vostro credo, tanti  anfratti di un innato che spesso noi umani non ascoltiamo più.
Leggi e senti dentro di te, nei meandri più profondi quanto di saggio e senza “guerre” potresti fare per vivere in armonia..

Cari Olof e Karen,
si apprende per imitazione e voi avete con il vostro esempio concreto, mosso la parte più bella dell’essere umano facendomelo un po’ riscattare.
Chi si è adoperato per farvi conoscere attraverso questo libro, ha percepito e decodificato in modo incisivo lo Spirito che permea loro stessi.
È entrato nei loro ideali abbracciandoli e traghettandoli poi a noi, lettori ignari, facendoci sedurre da tanta purezza e coesione.
Dovrebbe essere d’obbligo nelle scuole come strumento per smuovere ragionevoli dubbi e fare costruttivi dibattiti.
Questa è un’opinione molto personale perché il libro mi ha coinvolta molto.
Sono stata molto in ascolto del nuovo che mi ha mosso rispetto a sentimenti e temi come la tenacia, l’amore, la convivialità,  l’attesa di una giusta giustizia, l’ educazione, la coerenza, l’ esempio…

Grazie, grazie veramente Lola Pereira Varela e Dario Sonetti, che ci avete portato a conoscere questa storia senza esaltazioni, senza sovrastrutture, dimostrando di avervi conosciuto, supportato ed amato gli Spiriti di Cabo Blanco come loro stessi avrebbero voluto. Mi avete offerto una lettura a cui rivolgermi nei momenti di difficoltà perché il loro esempio sarà sempre per me un grande supporto.

Grazie Lola, grazie Dario.

Nadia Aratri


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